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F1 Clienti e Programmi XX – Chiusura in grande stile al Motor Legend Festival di Imola

F1 Clienti e Programmi XX – Chiusura in grande stile al Motor Legend Festival di Imola

22 aprile 2018

Imola, 22 aprile 2018 – Si è chiuso questo pomeriggio il Motor Legend Festival di Imola, una rassegna di vetture classiche e moderne che per tre giorni ha permesso agli appassionati di vedere da vicino dei veri e propri gioielli del motorsport provenienti da ogni parte del mondo. A recitare un ruolo da protagonista nella rassegna romagnola è stata la Ferrari che ha portato in riva al Santerno due delle sue attività più esclusive: F1 Clienti e Programmi XX.

 

Suono inconfondibile. Gli spettatori del Motor Legend Festival hanno così potuto ascoltare il suono dei motori della Formula 1 degli anni Ottanta e Novanta e del primo decennio del nuovo millennio. Il motore V12 aspirato è tornato a ruggire a Imola, sulla F1-89, con la quale Nigel Mansell fu a lungo terzo nel Gran Premio di San Marino, e sulla 412 T2, sulle quali Jean Alesi e Gerhard Berger si piazzarono al secondo e terzo posto nel 1995, alle spalle solamente di Damon Hill. Inconfondibile anche il suono dei V10 delle monoposto dell’era targata Michael Schumacher ma anche quello dei V8 dell’ultima generazione non ibrida della Formula 1.

 

Potenza eccezionale. A Imola le vetture dei Programmi XX hanno rapito lo sguardo di tutti gli spettatori. La FFX K, in particolare, con la sua aerodinamica ricercata, specie grazie al kit EVO, e con la sua potenza di oltre mille cavalli è risultata l’auto più apprezzata in assoluto. Gli otto esemplari che hanno girato sono stati i più fotografati, ma anche le 599XX, con la loro tecnologia che ricrea l’effetto suolo sotto la vettura, e la FXX non sono passate inosservate. Insieme alle vetture dei Programmi XX è scesa in pista anche la F333SP, l’ultimo prototipo da competizione costruito dalla Ferrari che dal 1994 ai primi anni Duemila ha raccolto vittorie in diversi continenti riuscendo a conquistare il successo assoluto anche alla 24 Ore di Daytona, nel 1998, grazie a Didier Theys, Mauro Baldi, Arie Luyendyk e Giampiero Moretti.