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Challenge Europe – Coppa Shell, le voci dei protagonisti

Challenge Europe – Coppa Shell, le voci dei protagonisti

20 luglio 2018

Brno, 20 luglio 2018 – Il weekend di Brno del Ferrari Challenge Europe, quinto round del campionato 2018, è entrato nel vivo con le dichiarazioni di alcuni dei protagonisti del Trofeo Pirelli e della Coppa Shell.

Cheung: “Affascinante correre nella foresta”. Eric Cheung, leader della Coppa Shell con la Ferrari 488 Challenge del team Formula Racing, ha vinto tre delle ultime quattro gare ma afferma di non avere nessun segreto per questo stato di grazia: “Certamente il coach mi ha aiutato, però a me pare di seguire sempre la stessa routine. È un dato di fatto che però le cose stanno andando per il meglio”. Poi sulla gara di Brno ha detto: “Ho già gareggiato qui sei anni fa ed è sempre molto speciale. La pista è impegnativa, con tanti saliscendi e curvoni. Inoltre si è immersi nel verde, sembra quasi di correre nella foresta”.

Mattsson: “Ho la fortuna dalla mia”. La parola è poi passata al leader della Coppa Shell Am, lo svedese di Scuderia Autoropa, Ingvar Mattsson, autore di una grande stagione che lo ha visto finora vincere tre volte e concludere sempre sul podio: “Devo ammettere che sta andando davvero tutto per il meglio, ho vinto tre gare, ho avuto anche un po’ di fortuna e sono sempre salito sul podio”. La lotta con il rivale del Kessel Racing, Murat Cuhadaroglu, è però apertissima dal momento che solo due punti dividono i due in classifica. Mattsson però è convinto: “Credo che vincerò io, anche perché avrò la buona sorte dalla mia…”

Hladik: “Le Mans, vittoria indimenticabile”. Al debutto sulla pista di Brno, il pilota locale Vladimir Hladik, del team Baron Service, ha detto di aspettarsi una buona gara: “La pista qui è bella e credo di poter far bene. Ultimamente non ho sempre condiviso le decisioni della direzione gara, ma io farò del mio meglio”. Per lui tre vittorie in carriera nel Ferrari Challenge, sulla più bella non ci sono dubbi: “Credo che il successo di Le Mans sia indimenticabile: c’è così poco tempo per imparare la pista che è difficilissimo non commettere errori. Io nel 2016, su quella pista leggendaria, ho disputato la gara più bella della mia vita”.